Nuotare nella natura per ritrovare l’equilibrio

Uno sport antico di cui riscoprire benefici e potenziale

Durante le ultime olimpiadi (Rio 2016) il medagliere italiano ha brillato più volte grazie ai suoi atleti ‘acquatici’: Gregorio Paltrineri (stile libero), Rachele Bruni (nuoto, 10 km fondo), Tania Cagnotto e Francesca Dallapè (Tuffi), Setterosa e Settebello (pallanuoto femminile e maschile), Gabriele Detti (stile libero), Giuseppe Vicino, Matteo Lodo, Matteo Castaldo e Domenico Montrone (Canottaggio, 4 senza), Giovanni Abagnale e Marco Di Costanzo (Canottaggio, 2 senza). E citando i campioni acquatici italiani del 2016, non si può dimenticare Bud Spencer, al secolo Carlo Pedersoli, ex campione in vasca e apprezzato attore italiano scomparso negli ultimi mesi. Anche senza essere degli sportivi da podio, una bella nuotata, dicono le ricerche, apporta benefici a corpo e mente (attiva il sistema cardiocircolatorio, muscolare, articolare), donne in gravidanza, a chi soffre di obesità, con una ristretta cerchia di controindicazioni. La storia di questo sport è antica (già 7.000 anni fa l’uomo, per cacciare, era in grado di ‘galleggiare’ sull’acqua come documentano alcune antiche pitture rupestri), tanto da essere presente come disciplina alle prime Olimpiadi. Certo è che stili e fama ne hanno fatta di strada, e se le piscine artificiali danno la possibilità di praticare questo sport dove la natura non ha previsto specchi d’acqua, è vero che c’è una crescente ricerca di contatto con questa. Un fenomeno in ascesa quello del turismo natatorio, dove gruppi organizzati di nuotatori si ritrovano per giornate di itinerari acquatici più o meno complessi, salutari ed economici, lontano da ruotine e smog. Un fenomeno che attrae sia giovani che over 50 e di cui gli inglesi, con la Outdoor Swimming Society, detengono la leadership, grazie a una logistica dettagliata ed efficiente che include trasporti, barche e professionisti in costante  assistenza. I tour prevedono corsi d’acqua interni, laghi, costa e mare aperto. E per chi desidera unire turismo terrestre e natatorio, può contattare le associazioni professionali che organizzano itinerari intorno al mondo. La promessa è di un ritorno al contatto con la natura, in cui stress e preoccupazioni lasciano spazio a ‘bracciate’ e specchi d’acqua per ritrovare il contatto con la parte autentica insita in ciascuno.